Aho’ Bonolis, ammazza che noia !

di Mauro Pecchenino

Doveva essere l’edizione del Festival di Sanremo del rilancio e invece, questa edizione, è veramente una pappa molla da quattro soldi (a parte i denari buttati via per fare sta sòla). Le canzoni dei cosiddetti Big sono mediamente delle tiritere improponibili. Che senso ha “Quando i gay fanno oh” del furbetto Povia ? Cosa c’entra la proposta sexy della nana racchia Dolcenera? E la romanza alla Boccelli del signor Ambra Angiolini? Tutta una melassa stucchevole e indigesta. Eppoi il resto: Paolo Bonolis ripete gag vecchie cent’anni, alla Sordi e Totò e gli unici a ridere sono lui e quell’altro mozzarellone tonto di Laurenti. Il contorno, lasciamolo perdere. I modelli, che c’azzeccano? E le attricette e la Abbagnato, in cerca di una nuova collocazione ? Mon Dieu.

Noisette, cotonato e bistrato si riempie il pancino con gli alti ascolti, ma la RAI dovrebbe fare una televisione decente, altro che ascolti, visto che vuole il grano del Canone. Che vergogna, cari spettatori.

Aboliamola ’sta minchiata di Festival, o cambiamo veramente tutto con gente come Fiorello o… chi altro ?

Mino Reitano: un artista deve essere amato da vivo

di Mauro Pecchenino

Nei giorni scorsi si è spento Mino Reitano. Non mi piacevano le sue canzoni, a mio parere era nato vecchio. Era un artista in ogni modo e gli artisti devono essere rispettati, sempre. Soprattutto in vita. Reitano, in vita, era preso per i fondelli da molti colleghi, da presentatori e figurine dello spettacolo italiano. Poi, ora che è morto, con un’ipocrisia che è tipica ed esclusiva dell’Italia, lo ricordano, lo osannano e raccontano un sacco di balle su sentimenti e altre fregnacce. In Francia , nel Regno Unito, negli States gli artisti sono sacri, protetti e ricordati sempre. Lavorano anche a novant’anni, guardate Charles Aznavour, Johnny Halliday, Paul Anka, Juliette Greco, Eric Clapton  e molti altri. In Italia, Reitano non lavorava, non lo chiamava nessuno, a parte una divertente parentesi a fianco di Gianni Ippoliti. Ora tutti dicono che era un grande e troiate simili.

Vergogna ! Siete falsi e meschini.

A Mino Reitano, un saluto dal nostro Magazine.

Sarah Dibi, un talento da non trascurare

di Pierre Monay Garaventa

Fare musica in Italia è diventata da alcuni anni un’impresa titanica.  Gli unici che ci riescono, e spesso senza continuità, devono passare dalle confuse selezioni di Amici, X Factor e roba simile. In altre parole: fare musica, cantare, sono professioni allo sbando. Continua a leggere

Giorgia, la più bella voce made in Italy

di Pietro dalla Rubbia

E brava Giorgia. Un lavoro veramente al di là di ogni più positivo risultato, il suo ultimo, “Spirito libero”. Continua a leggere

Designed by Comunicazione PER VOI