La comunicazione interna, tra professione e società

di Maria Francesca Sacchi
Si parla molto di comunicazione, in particolare di quella cosiddetta interna.
La società oggi è in crisi e “slegata”; a chi dare la colpa? Verrebbe da chiedersi se viene prima l’uovo o la gallina.
In realtà è un discorso così vasto che non è solo economico –sociale, ma antropologico o addirittura di valori. Per usare una parola attuale direi che è globale.
La punta dell’iceberg, quella parte cioè che si vede,e che appare come la realtà, sono le strutture aziendali, nelle quali si può concentrare oggi il concetto di società, inteso come il luogo fisico e virtuale in cui interagisce l’umanità.
Queste realtà manifestano, attualmente,un collettivo malessere. E quando qualcuno sta male si chiama il dottore, che nella fattispecie è uno specialista di comunicazione per aiutare l’umanità, che non è un concetto ma è l’uomo nei suoi molteplici aspetti , sia verticali – e parlo di gerarchie, sia orizzontali- etnie nazionalità ,ma anche solo vicini di scrivania o di casa- a superare la crisi.
La malattia della società è la crisi di identità, è la scarsa consapevolezza di se è la insicurezza di chi non è più abituato a relazionarsi con gli altri con serenità, con fiducia. In poche parole è la paura.
Paura della concorrenza, dell’altro; e così si interrompe la comunicazione. Il dottore, lo specialista in comunicazione, la ripristina spiegando quello per cui l’uomo è nato: la relazione.
Si tende a dimenticare che l’uomo non può vivere da solo, ma è, sta e crea relazioni. Queste possono essere, come capita oggi sempre più spesso e la politica per prima ce lo mostra, conflittuali e apportatrici di divisione: si sa “ dividi et impera” . Ma quando tutti si conoscono, tutti si accettano, diversi ma simili, si comprendono e non aggrediscono ma interagiscono, allora e solo allora può scorrere un’energia armonizzante che diviene costruttiva.
Come si sa la paura è il sintomo di un malessere, ma coltivarla senza affrontarla è da incoscienti irresponsabili ,perché la nostra malattia necessariamente contagia gli altri. Comunicando amichevolmente ovviamente, i mali della società si possano affrontare con più serenità, giustizia e anche condivisione dei benefici e perché no, dei problemi altrui.
Ecco che la Comunicazione Interna diventa lo strumento primo da coltivare se vogliamo ricostruire la famiglia società.
E’necessario cioè partire dal nucleo, dalla base, da quella particella che solo con la fiducia può aggregarsi , svilupparsi, crescere e raggiungere obiettivi positivi e concreti.
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